Immagina. Puoi.

Avete presente quando i futuri genitori devono decidere il nome da dare al loro bambino?

Che prima, scelgono quello che gli piace di più, poi pensano a come la gente potrebbe contrarre quel nome.

“Ginevra” per esempio ha un suono nobile ed elegante, ma rischia di diventare volgarmente “Gina” (con battute annesse). Se i genitori della mia prozia avessero dato maggior peso a questa possibilità, lei forse sarebbe stata una persona più dolce. E io avrei avuto un’infanzia più facile. 

Chiusa parentesi, quello che volevo dire è che io credo che, quando si devono scegliere le parole da usare in una pubblicità, ci si debba fare le stesse domande.

Chi sente il mio messaggio, cosa ne farebbe?

Sto servendo un assist per farmi prendere pe’ icculo?

Per dire: una mia fonte mi ha rivelato che al call center di Fastweb arrivano diverse lamentele, tutte più o meno simili.
Certo che le persone possono immaginare che la loro connessione vada, ma gradirebbero anche avercela davvero, ‘sta benedetta connessione.

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