Se stai cercando un lavoro, stai sbagliando tutto.

Vabè, l’hai capito che il titolo mica è completo, sì?

Manca una metà, una metà importante. Ma partiamo dall’inizio.

Non sono nata in una grande città, non vengo da una famiglia di artisti nè di intellettuali, non ho fatto scuole prestigiose e non sono purtroppo una delle persone più colte che conosca.

Eppure sono una delle poche, tra quelle persone che conosco, che è riuscita a fare il lavoro che voleva.

Così spesso mi sento chiedere: “Ma come hai fatto?” – no, non suona molto lusinghiero sentirsi rivolgere questa domanda.

Ecco, il fatto è che io non ho mai pensato solo a trovare un posto di lavoro come pubblicitaria.
Ho sempre cercato di pensare a come volevo costruire la mia strada nel mondo della pubblicità.
Ho guardato all’insieme, più che al punto.

Se mi fossi accontentata di trovare un lavoro, probabilmente ora sarei ancora a fare la segretaria in una pseudo-agenzia che millantava di rendermi il suo direttore creativo (a 23 anni, senza alcuna esperienza alle spalle, questo sì che voleva dire “bruciare le tappe”).

Una donna che, nel mondo della pubblicità (e forse non solo in questo), mira soprattutto ad avere “il posto”, probabilmente finirà di lavorare a 30 anni, quando il mercato sentenzierà che è giunta l’ora che l’istinto materno bussi alla sua porta. Poco importa che tu ce l’abbia davvero o no, quell’istinto. Sei fuori. E il massimo a cui puoi ambire è trovare un altro posto che non sia perlomeno troppo inferiore a quello precedente.

Ecco perché, se proprio devo dare un consiglio, ti dico: non limitarti a cercare una scrivania. Cerca il tuo percorso lavorativo. E preparati a prendere strade diverse. Se fai il copywriter come me, prova un po’ ad aprire un blog, non deve parlare per forza di pubblicità (anzi, più interessi hai, meglio è), ma lo devi scrivere bene come un copywriter.
Potrai magari scoprire di cavartela meglio come blogger che come scrittore di titoli per le campagne stampa, e potresti anche scoprire che non è necessariamente un male. In fondo, se punti al percorso e non t’impunti sul posto fisso, sai che comunque arriverai dove vuoi.

Ovviamente ora devo fare la precisazione che sì, sono perfettamente consapevole del panorama lavorativo italiano, della disoccupazione (soprattutto giovanile) e che siamo lì lì per cadere dall’orlo del baratro. Infatti non sto mica dicendo che, se vuoi andare all’università e non hai i soldi per la retta, non puoi fare nel frattempo il cameriere/baby-sitter/dog-sitter.

Però, in sintesi, ricorda che:

  • un lavoro che ti piace e che può farti crescere è migliore del contratto a tempo indeterminato di un posto che non fa per te;
  • un lavoro che ti piace ma non può farti crescere non deve per forza andarti bene;
  • un lavoro che non ti piace e non può farti crescere non può impedirti di costruire nel frattempo il percorso per trovare il lavoro che desideri.

Quel che ho scritto è stato ispirato da questo post (scritto tra l’altro dal mio capo), da quest’altro, da viadellaviola e anche da un bel po’ di persone che ho incontrato.

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5 thoughts on “Se stai cercando un lavoro, stai sbagliando tutto.

  1. paola ha detto:

    giusto. condivido 🙂

  2. anya78 ha detto:

    davvero un blog fantastico, complimenti 🙂

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