Si fa presto a ruggire

Ieri sono stati proclamati ufficialmente i Giovani Leoni – apro una piccola parentesi per spiegare cosa sono i Giovani Leoni a chi non è del mestiere.

Si tratta di un concorso per pubblicitari che non hanno più di 28 anni. Ci sono 4 categorie: print (cioè le campagne stampa), film (cioè gli spot), digital (cioè i banner) e design (cioè i loghi). Perché non chiamiamo le cose con il loro nome? Non lo so. Comunque, alle 9 di un sabato mattina sono stati pubblicati sul sito relativo 4 brief, uno per categoria. I partecipanti avevano 24 ore di tempo per trovare l’idea giusta per una pubblicità e realizzarla. Chi vinceva, si sarebbe aggiudicato non solo la gloria, ma anche la possibilità di rappresentare l’Italia a un concorso analogo che si svolge ogni anno a Cannes, durante il più prestigioso festival della pubblicità. Lo so, lo so, avevate sentito parlare solo di quell’altro festival.

Io ho partecipato e ho scelto la categoria stampa (tema: L’Amico Charly, un’associazione che si occupa di dare sostegno agli adolescenti in difficoltà), ma non ho vinto. Non chiedetemi di mostrarvi il mio lavoro, non ne vado molto fiera. Ecco perché ieri non mi sono presentata nemmeno alla serata di premiazione, dove – dicevo in apertura di post – sono stati svelati i nomi dei vincitori.

Tra cui, proprio nella categoria stampa, figuravano quello di Luca Pedrani e di Federica Facchin, autori di quest’annuncio.

Molto carino, non c’è che dire.

Qualcosa da ridire l’hanno avuto, invece, altri partecipanti (contro i vincitori) e pubblicitari fuori gara (contro la giuria).

Il motivo è che la tecnica utilizzata, e cioè quella di dividere in due il testo, non è proprio nuova. Diciamo, più lavata con Perlana.

Ora, quello che penso io è: ok, non si tratta di creatività al 100%. Ma quanti dei lavori iscritti lo erano?

Il vincitore di una gara non è detto che sia sempre quello che fa un nuovo record/che è più qualificato/che trova l’idea del secolo.

A volte il vincitore è semplicemente quello che fa meglio degli altri.

Prima di criticare chi ha vinto o chi ha giudicato, chiediamoci perché noialtri non siamo riusciti a fare meglio di qualcosa di già visto.

Già, perché io la coscienza pulita-pulita non ce l’ho (e infatti ieri sera manco sono andata alla cerimonia). Dunque non mi sento esattamente il genio incompreso, ecco. Voi sì? Allora non limitatevi a ruggire inviperiti: fateci vedere le vostre opere.

E comunque un “Epic Win” ha chi ha ideato questo spoof:

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6 thoughts on “Si fa presto a ruggire

  1. victovi ha detto:

    😀 lardo ai giovani!

  2. Mettiamociunpunto ha detto:

    Mi stupisce quanto siano sempre tutti pronti a distruggere il lavoro degli altri. Anzi, forse non mi stupisce. Se aveste dedicato tutti lo stesso impegno che state buttando nel giudicare a posteriori il lavoro di due ragazzi come voi, alla realizzazione di una bella campagna stampa, con un insight forte e nuovo, forse adesso non saremmo qui a discutere. Perché se ha vinto un un meccanismo ben utilizzato anche se già visto, forse è stato perchè tutti gli altri 83 lavori in gara non sono stati in grado di superarlo. Quindi, anzichè attaccare chi ha vinto, iniziate a convincervi che,forse, non siete tanto bravi come credete. A tanti di voi sono sicura che questo pensiero sarà nuovo, ma potrà soltanto farvi bene. Sono d’accordo con questo blog: fateci vedere le vostre opere.

  3. victovi ha detto:

    Mi permetto di dissentire, le critiche non sono necessariamente distruttive. E poi, chi ha detto che distruggere certe volte non serva a qualcosa. Certo è che da giovani talenti ci si aspetterebbe che ne inventassero di nuovi di meccanismi, invece di riciclarne di già visti di sicuro effetto. Insomma, se anche i giovani non son più capaci di lanciarsi senza avere una bella rete sotto, di osare, di prendere nuove strade, beh c’è poco da stare allegri.

  4. […] Dopo il post scorso, ce ne sarebbero mille altri da dedicare alla differenza tra plagi, citazioni, ispirazioni e rifacimenti. […]

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