Archivio mensile:dicembre 2012

Milano d’inverno

Voci dicono che i milanesi siano persone quadrate, frettolose, senza immaginazione né voglia di scherzare.

E invece a loro basta qualche centimetro di neve e un leggero dislivello per sfoderare dagli armadi slittini e bob, e fingersi a Sankt Moritz.

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Altre voci dicono che siano freddi e difficilmente rivolgano la parola a un estraneo.

Ma io sono testimone di una mini-battaglia di neve nata per caso e indetta tacitamente, tra persone che fino a un minuto prima non si conoscevano.

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Un’altra diceria vuole i milanesi pragmatici, poco propensi al gioco.

Allora come si spiega l’invasione di pupazzi di neve dei giorni scorsi?

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Naturalmente la sottoscritta, anche se milanese-milanese proprio non è, non poteva astenersi dal dare il suo contributo alla crescita demografica (dei pupazzi di neve).

Vi presento quindi lui.

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Non l’umano, ma l’altro. Il

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Perfettamente allineato con lo spirito del tempo, il Pupazzo Più Piccolo Del Mondo (per gli amici PPPDM) è umile, pratico (volendo, take-away), ecologico (100% biodegradabile) e flessibile. All’occorrenza, infatti, diventa un uccellino.

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Sebbene sia piccolissimo, è molto resistente. Tanto da essere uscito quasi indenne dall’attacco di questo bestione armato.

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Ma, ahimè, cosa volete che gliene importi, a quei freddi, superficiali e snob dei milanesi, di PPPDM?

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A volte un’immagine vale più di mille parole

Ma in questo caso, le parole sono due.

il-pazzo

Grazie a Giovanni Pagano e al blog di Donald Draper per avermi regalato questo sorriso.

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Il momento che aspettiamo da settembre

Il 25 dicembre è il giorno più lungo dell’anno, nel calendario del pubblicitario.

Inizi a lavorarci da settembre e non smetti fino a dicembre. E 8 mesi dopo, si ricomincia da capo.

Eppure, nonostante questa storia del Natale duri da migliaia di anni, c’è sempre qualcuno che trova qualcosa di nuovo da dire o un modo nuovo per dirlo.

Li chiamano creativi.

E non fanno solo pubblicità nel senso stretto del termine.

marketing-Navidad

Sono costruttori d’idee.

Umorismo sottile come un baobab.

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A grande richiesta

Allora, partiamo dal presupposto che l’espressione “a grande richiesta” è sempre stata un’incognita per me.
Pronunciata soprattutto da politici e presentatori della TV, viene usata in maniera così generica che non ho ancora capito CHI, QUANTI e COME abbiano fatto, ‘sta richiesta.

Stavolta la grande richiesta, lo dico chiaro e tondo, è mia. Sarò pure solo una persona su 6.973.738.433 (fonte), ma la mia mica  è una richiesta piccola, mica la sto bisbigliando, no no, la scrivo qui, pubblicamente, e se insistete la SCRIVO PURE A LETTERE MAIUSCOLE. E IN GROSSETTO.

Voglio ripetere un esperimento che avevo inaugurato al tempo dell’altro blog, quello vecchio, quello che ora non c’è più.

L’esperimento si chiama “Questa sera si tweetta a soggetto” ed è molto semplice.

Domani, martedì 4 dicembre, tra le 21.30 e le 23, scrivetemi su Twitter (https://twitter.com/flaviabrevi) o usate l’hashtag #tweetasoggetto indicandomi una parola. Con quella parola creerò una storia di 140 caratteri – magari qualcuno di meno, ma sicuramente non uno di più.

Se invece non avete nessuna intenzione di collaborare a questo mio progetto, sappiate che degli uccelli lettoni che twittano a caso mentre consumano il loro pasto posto su una tastiera hanno più follower di voi, tié.

hungry birds

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