Di pelo, pubblicità e professionalità

La pubblicità è spesso accusata di sfruttare e denigrare il corpo della donna.
La questione mi riguarda doppiamente, in quanto donna e in quanto pubblicitaria.
E certo non posso far finta di niente quando, girando per Facebook, vedo

CampagnaEstetica

Ora, vi dirò: quello che più mi infastidisce non è tanto l’immagine dell’uomo che guarda sotto la gonna di una donna. Sono cresciuta negli anni ’80, i miei coetanei all’asilo tormentavano noi bambine con questa canzone e solo pochi giorni fa ho visto una pubblicità che faceva dell’ironia sui femminicidi, figuriamoci.

Ad innervosirmi è la frase – in maiuscolo, per giunta: “ECCOLA FINALMENTE! L’ABBIAMO PENSATA E REALIZZATA NOI DI BODY SLIM!!”.

Se tutti si scandalizzano – ragionevolmente – quando un politico diventa ministro di una materia di cui non ha competenza, perché non dovrei arrabbiarmi quando un imprenditore vuole fare il pubblicitario?

Così decido di scrivere un appello su Facebook, invitando i miei “amici” a scrivere sulla pagina di Estetica Body Slim quello che pensano della pubblicità sopracitata. Da parte mia, commento con un sintetico “VERGOGNATEVI!” e noto che due o tre persone di mia conoscenza la pensano più o meno come me.

Passano pochi minuti e vengo informata del fatto che tutti i messaggi contenenti una critica sono stati cancellati dalla pagina, compreso il mio. In questo modo, casualmente, rimangono solo i complimenti – di chi ha lavorato alla stessa pubblicità, tra l’altro.

L’asticella del mio fastidio si alza ulteriormente, ma non è nemmeno questo fatto a spingermi a scrivere un post che parla, appunto, “Di pelo, pubblicità e professionalità”, no.

La causa scatenante è il messaggio che mi sono ritrovata nella posta privata di Facebook – e che confesso di aver visto con un giorno di ritardo.

messaggio1

A cui segue, dopo il mio silenzio, quest’altro messaggio (sempre inviatomi in privato)

messaggio2

Per la precisione, la finezza di cui parla è un’opera giusto un tantino conosciuta:

L’Origine-du-Monde_1

“L’origine du monde”, Gustave Courbet, 1866.

Nonostante tutto, è forse vero che devo delle spiegazioni. Eccole:

1) Ho 29 anni, sono adulta e vaccinata. Vengo da un piccolo paesino, al liceo ero in una classe composta quasi esclusivamente da donne, dunque credetemi: conosco la finta cortesia. Quel sandwich di “Ciao Cara” e “Ti auguro una splendida giornata”, giusto per attenuare l’infarcitura di insinuazioni un po’ acide, non mi serve, grazie.

2) Ho scelto deliberatamente di rendere visibile a tutti il mio profilo Facebook – sono per la teoria che se non si vuole far sapere qualcosa, basta non scriverla sui social network. Questo non significa però che chiunque possa sentirsi libero di scrivermi più messaggi privati, nonostante il mio silenzio. E comunque sì, trovo un po’ inquietante il fatto che qualcuno sia risalito da un mio commento al mio posto di lavoro, quindi alla pagina Facebook della mia agenzia, per poi passare in rassegna uno a uno i post che pubblichiamo, alla ricerca della “prova da rinfacciarmi” (datata 8 marzo).

3) La (immagino) responsabile dell’azienda mi scrive: “Non capisco proprio l’accanimento nei miei confronti”, ma si sbaglia: non sono io che ne sto facendo una questione personale. Io ho scritto sulla pagina pubblica di un’azienda, commentando il lavoro che immagino non sia stato concepito e realizzato da una singola persona. Qualcun altro, semmai, ha dato il nome di un’azienda anche a un profilo personale – cosa che Facebook, tra l’altro, vieta – e qualcun altro è andato a spulciare nella mia biografia.

4) I due link accusati riguardano ARTE. Quella che fa Estetica BodySlim come la mia agenzia si chiama “PUBBLICITÀ”. Sentite come suonano diverse? È perché lo sono.

5) La pagina Facebook di un’azienda non è la sua casa, ma la sua piazza. E se qualcuno viene per lamentarsi, non lo si può cancellare e fare finta di nulla, come un “Truman show” dove rimangono solo i sorrisi stampati e le battute da copione.

Poi basta, mi fermo qui.

Chiudo segnalando un articolo che Pasquale Barbella ha scritto per il Corriere: “Il male della pubblicità è che qualsiasi idiota può farla”.

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34 thoughts on “Di pelo, pubblicità e professionalità

    • unapubblicitaria ha detto:

      Grazie della segnalazione. Però, scusa, anziché accusare le persone che hanno telefonato di essere delle “pruriginose benpensanti”, non pensi che sia il caso di riflettere sull’efficacia della comunicazione? Leggo che a lamentarsi sono state soprattutto donne, quindi proprio il target. I professionisti servono a questo: a evitare certi errori (e spendere meglio i propri soldi).

  1. Giordana Pecis ha detto:

    Il target nell’epilazione non sono più oramai solamente le donne ma anche gli uomini. Ma a parte questa considerazione, il messaggio è sicuramente sull’epilazione nelle zone intime che, chi la fa con cerette o con la luce pulsata sa molto bene che non è affatto indolore. Con il laser si può, e senza dolore e questo vuole comunicare. Secondo te invece cosa comunica?
    Siamo pieni poi di pubblicità veramente volgare e che fa un uso del corpo della donna anche quando veramente non serve, e da aziende sicuramente molto più conosciute della body slim. Mi sembra assurdo veramente accanirsi con loro il cui manifesto lo trovo non volgare e anzi spiritoso. Si sono messi in gioco, con le loro forze, e questo non lo trovo riprorevole, soprattutto in tempi in cui molti si lamentano della crisi senza fare nulla per cambiare…loro qualcosa l’hanno fatta e spero che questo porterà a loro ulteriore lavoro perché se lo meritano.

    • unapubblicitaria ha detto:

      Il target nell’epilazione sono anche gli uomini, ma quella pubblicità parla di una donna depilata. Non solo: parla di una donna soddisfatta della propria depilazione, consapevole che i gusti maschili sul tema sono cambiati rispetto agli anni ’70 e che non vede l’ora di mostrare il suo “look” a chi le interessa. Punto. Il fatto che quel sistema sia indolore non viene neanche lontanamente toccato.
      Purtroppo non posso più commentare sulla pagina Facebook dell’azienda (sono stata “bannata”), perché altrimenti avrei scritto alla titolare che quel suo ultimo commento “Tu che mi conosci nell’anima e sai quanti anni della mia vita ho dedicato ad aiutare tutte le donne che si sono rivolte a me per essere più sicure di loro stesse” è molto più interessante di quanto non creda. Ed era da lì che si poteva partire per un buon concept.

      • Giordana Pecis ha detto:

        C’è scritto chiaramente “Epilazione Indolore”, altrettanto chiaramente si capisce di quale zona si sta parlando, 2+ 2 fa 4. Depilati con il laser anche lì, lo puoi fare è indolore. E se anche il messaggio che traspare è quello di una donna fiera del suo nuovo “look”, non vedo veramente cosa c’è di strano se fatto con garbo e nn volgarità come in questo manifesto.

  2. L'Avvocato del Diavolo ha detto:

    Articolo maniacale quanto giustissimo! Semmai il mondo non fosse stracolmo di vittime eccellenti fra i pubblicitari.. e l’efficacia della comunicazione come l’errore che ne deriva è ancora più amplificato.
    Cito alcuni esempi semmai chi scrive l’articolo e gli scandalizzati a seguito non li ricordassero bene… Oliviero Toscani è il primo della lista.
    Ero ragazzino e rimasi scandalizzato, quando Marina Ripa di Meana fu affissa su centinaia di cartelloni d’Italia con la scritta: “L’unica pelliccia che non mi vergogno di indossare!!” ovvero completamente NUDA.
    Nobilissima la causa della salvaguardia degli animali da pelliccia- che peraltro condivido appieno – ma la modalità fu senz’altro discutibile e in quegli anni poi.. fu davvero uno scandalo di dimensioni enormi.
    http://www.osservatoriesterni.it/fotografia/foto-oliviero toscani
    http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/fotogallery/manifesti_schock_oliviero_toscani.html#0

    A seguire ricordo: “il culo di Roberta” un’altro genio pubblicitario fece affiggere per mezzo mondo l’immagine di quelle chiappe, che seppur perfette sempre chiappe seminude erano – ce le ricordiamo? Erano molti anni fa ed eravamo ancora più sensibili di ora – dopo la Hunziker un’altra prese il testimonial del Brand e aridanghete! di nuovo le chiappone sui manifesti.

    http://www.giornalettismo.com/archives/872211/le-pubblicita-censurate-perche/
    Per non parlare di queste sopra, Marchi (che si possono permettere il meglio del meglio fra i pubblicitari) del calibro di Dior, Gucci, Loreal, D&G e che dire di Silivian Heach (non illudetevi è un marchio pugliese) apparsa in dimensioni gigantografiche in alcune città italiane che ha fatto fortunatamente gridare allo scandalo, ma non tanto per la parte visibile (il sedere), ma sempre per ormai questa abitudine di rappresentare per forza una donna che continua ad usare esclusivamente la nudità per farsi notare. Dopo qualche settimana la foto della modella con la gonna sollevata è stata sostituita. Meglio così, ma purtroppo sarebbe meglio non arrivare a fare questo tipo di comunicazione e poi correggerla. Sinceramente anche Io preferivo i preservativi di Toscani, almeno avevano un significato e un messaggio di ‘educazione’, cosa che ultimamente manca.

    Tornando però alla foto di cui si dibatte in questa sede, peraltro – a quanto dite – realizzata “home made” e se fosse che a nudo c’è solo la vostra mente, e che vi stia giocando un brutto scherzo, avete presente le figure del Test di Rorschach ….. ognuno proietta e vede quello che ci vuole vedere, e se fosse davvero la propria perversione o le proprie debolezze a comunicarci messaggi così diversi? Riflettiamo..

    Curiosando curiosando…ho letto il commento di fondo in quest’articolo dove si parla della stessa cosa, dove qualcuno che si definisce: “il moralizzatore”, mi è sembrato molto saggio.
    http://www.giornalettismo.com/archives/906509/quando-il-corpo-della-donna-e-pubblicita/
    cito: Bè se devi pubblicizzare la depilazione inguinale non hai molte alternative.
    Per una metafora più delicata suggerisco in futuro la foto di una patata sbucciata o di una gattina di quella razza senza peli.

    Concludo, in giro per l’Italia di cartelloni di donne nude – partoriti da professionisti – in tutte le salse ce ne in questo preciso istante migliaia… mentre nello specifico questo a me che sono un uomo che rispetta le donne e si adopera attivamente per la tutela degli indifesi e facendolo per lavoro, francamente non trasmette alcun messaggio contro le donne nè percepisco offese per il corpo femminile, in tutta franchezza guardando la foto mi sembra il suo ragazzo che le guarda sotto la gonna con un’espressione scemotta…vorrei vedere quale donna rimarrebbe così a gambe larghe se sotto ci fosse un estraneo! Sarò un semplice sognatore ma per me è così! E poi oggi il sesso forte siete voi o non è vero? Io lo penso.
    Vi saluto.

  3. camildeplume ha detto:

    Cito Guzzanti mentre imita Gianfranco Funari “La volgarità è come la bellezza: è nell’occhio di chi scureggia…” 🙂

    A parte gli scherzi succede anche a me di scaldarmi molto spesso per alcune cose che vedo in giro per i media, di certo quella dell’epilazione non è una pubblicità “volgare” per i canoni contemporanei, un po’ stupida sicuramente, penso molto peggiore questa pubblicità (credo fosse di D&G) http://elezioni.myblog.it/archive/2009/01/30/pubblicita-e-violenza-alle-donne.html, che è stata rimossa dai cartelloni pubblicitari molto rapidamente.

    Ad ogni modo l’uso della pubblicità con riferimenti sessuali a scapito delle donne è sempre dilagante e di cattivo gusto, ahimé ha un mercato ed un pubblico molto ampio, almeno sino a quando il sesso sarà ancora un “oggetto del desiderio proibito”. Bisognerebbe sdoganare il sesso e non raccontarlo sempre come qualcosa di “peccaminoso”.

    Crozza prende in giro, con ragione, anche le pubblicità del Mulino Bianco che oggi ha spostato il target della “famiglia felice” a favore della mamma che raggiunge di nascosto il bel panettiere (un po’ come la povera signora Pina, moglie di Fantozzi) :)… tra l’altro Banderas si è apertamente dichiarato omosessuale… quindi la cosa è abbastanza divertente 🙂

    Ad ogni modo si sono sentiti toccati sul vivo per aver ricevuto una bacchettata da una pubblicitaria che in teoria non dovrebbe criticare pubblicamente i lavori dei colleghi 😉

    Per mia esperienza non credo che questa pubblicità muoverà loro molti clienti nuovi.

    Au revoir

    Camil

  4. unapubblicitaria ha detto:

    Ma infatti quello che dico è che non è certamente il peggior uso della donna in pubblicità che abbia mai visto, ci mancherebbe – anche se sono convinta che il ragionamento del “c’è di peggio” sia un bel scaricabarile. Quello che mi disturba è la mancanza di professionalità, anche dopo il mio commento su Facebook.

    • camildeplume ha detto:

      Concordo che sullo scegliere il “meno peggio” sia assolutamente un comportamento deprecabile che ha, tra l’altro, contribuito alla nostra attuale situazione politica 😛
      Professionalità? Facebook? stiamo parlando dell’Italia?? 🙂 la professionalità in Italia è morta da almeno un decennio, o forse più.
      Da una parte lo sdoganamento di alcuni argomenti hanno portato le persone a pensarsi esperti di tutto (pubblicità, comunicazione, psicologia, vino, donne etc…) e anche tra i professionisti “titolati” ahimè ne ho trovati sempre meno in questi anni.

      L’Italia è allo sbando, anche tra i professionisti, i più bravi scappano, quelli che restano o sono schiacciati o hanno un livello molto basso… poi oggi l’imprenditoria non esiste più. Molti pensano che basti aprire un’attività per essere imprenditori… mentre invece servono una grande quantità di abilità e conoscenze per rimanere a galla..

      O forse più semplicemente come dice un vecchio motto “parla male, parla bene, l’importante è che parli di me”… vecchia e sempre funzionante strategia comunicativa… non molto etica, ma funzionale 😉

      • L'Avvocato del Diavolo ha detto:

        Bravissimo, ottima analisi, professionisti appunto! Gli stessi che hanno realizzato questa non ce l’ho con loro ma dai professionisti non te lo aspetti giusto?
        http://www.ilpost.it/spot/2013/03/28/pubblicita-shock-di-clendy-perche-giocare-facile/
        Questa è la pubblicità shock di Clendy, che ha fatto tanto rumore di recente.

        L’Italia è il paese dove tutti sono tuttologhi e parlano a vanvera sul Papa sul calcio sulla politica senza poi avere basi concrete e capacità vere.
        Sono andato a vedere la pagina facebook di body slim e si vede che si sono divertiti a “farla in casa” tanto da non lasciar trasparire malizia.. sembrano dei bravi ragazzi che si stanno divertendo spensierati .. chissà forse volevano solo realizzare qualcosa con le loro mani senza tutto questo frastuono e ne sono rimasti spaventati? A volte capita avere a che fare con qualcosa di tanto più grande di noi stessi da chiudersi a riccio. Del resto se ti esordiscono come leggo sopra urlando vergogna e quant’altro e a quanto sembra ti telefonano minacciandoti sul posto di lavoro penso proprio che ti spaventi..in qualche modo bisogna fare attenzione ad alimentare l’odio e il risentimento non si sa mai di questi tempi…se finisce male?
        Io non sono un pubblicitario ma non credo gli sia costato proprio poco.. prendere delle foto dai cataloghi come si vede spesso in giro costa molto meno e comunque qualcuno del circuito della pubblicità professionale deve per forza averli seguiti almeno credo.. ma a quanto pare non deve dare le stesse soddisfazioni scongelare la foto di un catalogo. Devo ammettere che almeno se la sono spassata…
        ….parla male, parla bene, l’importante è che parli di me”… Se sopravviveranno, sicuramente gli avremo fatto pubblicità!! Io prendo sempre le parti dei più deboli adesso sono loro..sono fatto così.

    • uomoragno ha detto:

      Fantastico!!
      Approdo a questo articolo richiamato da un invito sul web e dopo vari giri scopro Il postulato della vendetta è femmina, è davvero incredibile!
      Devo dire quanta energia, quanta accuratezza e meticolosità spesa per distruggere il prossimo pur di sostenere le proprie ragioni e convinzioni.
      Perchè non andare a sparagli allora?! Di questi tempi si usa! Quella si che è una cosa trend! No?! Coltiviamo l’odio e il rancore verso il prossimo così ci hanno insegnato tutte le principali religioni giusto? Facciamo la guerra dei poveri cosicché i potenti possano continuare a fare il comodaccio loro.
      Questo mi scandalizza veramente, non una foto.
      Però all’autrice dell’articolo vanno i miei più sentiti complimenti! Brava! Usare le proprie capacità professionali per colpire l’avversario è un gran bel vantaggio…anche molto nobile è aizzare i propri amici e il web contro una ragazza a centinaia di km che ha avuto l’ardire di commettere un’invasione di campo urtando la propria suscettibilità professionale, anzi nò come si dice nell’articolo, di non aver risposto in modo professionale alle regole di facebook?? Hahahaha! Le regole di facebook?! Non sò cos’è peggio se pretendere che le persone non siano libere di fare quello che vogliono (nel rispetto delle leggi) o esigere da un’estetista (poichè quella è) di saper gerire l’ufficio stampa o di saper comunicare efficacemente dopo che gli viene riversata addosso una valanga di merda??!!!

      ..da un grande potere derivano grandi responsabilità… l’Uomo Ragno!

      p.s.
      Buffo l’animo umano, se parli male non hai da giustificarti se dici il contrario di chi parla male sei interessato o in malafede. 🙂 Il Karma degli italiani…

  5. camildeplume ha detto:

    Ehi Avvocato, guarda che se difendi i deboli non vai per forza in paradiso! 🙂 e poi loro non solo deboli 😉

    La pubblicità di Clendy è un po’ macabra, ma è surreale, ti voglio vedere a cancellare un omicidio con i loro prodotti per la pulizia :)… non è poi così male secondo me, nessuno verrà spinto a commettere un omicidio dopo aver visto la loro pubblicità.

    Comunque se parliamo di pubblicità ed etica siamo su due sponde diverse dello stesso fiume.

    ps. ho visto che ho scritto “imprenditoria”… dovevo scrivere “imprenditorialità”… se ci fosse stato Sgarbi mi avrebbe gridano per mezz’ora “capra capra capra”… sorry 🙂

    • L'Avvocato del Diavolo ha detto:

      E chi dice che voglio andare in Paradiso? Caro camildeplume io sono già all’Inferno!! Lo vedo tutti i giorni in terra fra noi mortali e alla fine dei miei giorni andrò sicuro al livello inferiore dove mi sono meritato il posto troppo spesso..Credimi! 😉
      Sicuramente siamo su due sponde dello stesso fiume.. ma sono felice per te che sei su quella migliore dove sono io fa caldo…

  6. Giordana Pecis ha detto:

    C’è scritto chiaramente “Epilazione Indolore”, altrettanto chiaramente si capisce di quale zona si sta parlando, 2+ 2 fa 4. Depilati con il laser anche lì, lo puoi fare è indolore. E se anche il messaggio che traspare è quello di una donna fiera del suo nuovo “look”, non vedo veramente cosa c’è di strano se fatto con garbo e nn volgarità come in questo manifesto.

    • Anonimo ha detto:

      Piuttosto che sparare sentenze gratuite o nascondersi dietro falsi pregiudizi,se non sbaglio siamo bombardati ogni giorno da pubblicita’davvero immorali e diseducative,vi inviterei a scoprire la cortesia,la professionalità,la cura,l’attenzione e l’affetto che si respira in questo centro estetico!Lo frequento da poco ma,da donna,reputo straordinario sentirsi come a casa..coccolate da sorrisi,perfino in momenti piuttosto frenetici cui ho assistito!Quindi..mi rivolgo a tutti coloro che hanno attaccato un simpatico cartello pubblicitario,dicendo che le convinzioni sono l’impalcatura di menti così ristrette da non lasciare spazio ai ragionamenti ma solo ad una bocca aperta!Nella vita ci sono decisioni e conseguenze ma la felicità e’l’unico “vizio”che dovremmo concederci..mens sana in corpore sano!

      • camildeplume ha detto:

        Accidenti, stiamo diventando pericolosi se quelli del centro estetico, sotto mentite spoglie, vengono a difendere i loro interessi 😀
        Anche perché una persona che frequenta da poco un’attività commerciale non ha la premura (e il tempo) di cercare su internet le valutazioni e difenderla, dovrebbe essere un cliente fidelizzato da molti anni e particolarmente fedele al brand. 😀
        Chi fa così è un amico, un dipendente, un familiare o la stessa titolare (più probabile)… perdonatemi era troppo gustosa l’occasione di analizzare la comunicazione del messaggio “anonimo” per svelare chi vi è dietro. In ogni caso non c’è nulla di male di esprimere un’opinione, anche se questa è opposta all’idea di chi ha realizzato la pubblicità. Le opinioni non fanno mai male 🙂 e se a qualcuno non piace la pubblicità è giusto che possa dirlo.

  7. unapubblicitaria ha detto:

    Anch’io ho la sensazione che dietro questo “Anonimo” ci sia qualcuno un po’ di parte… Ma anche se così fosse, non importa, davvero. Le telefonate che il centro ha ricevuto parlano da sole. La teoria “nel bene o nel male, purché se ne parli” non è sempre vera. Per esempio: tutti i commenti a questo post, anche quelli negativi, sono comunque un bene per le visite e l’engagement del blog. Ma tutte quelle persone che hanno chiamato il centro estetico per lamentarsi della pubblicità sono clienti perse per sempre.

    • untiziochepassavadiquipercaso ha detto:

      o magari non sono mai state clienti.

      Comunque, mi divertiva il “dietro questo “Anonimo” ci sia qualcuno un po’ di parte”.
      Ora non me ne vogliate tutti, ma, se non erro…..qui nessuno si firma, quindi insomma… non scendiamo nel ridicolo.

      Firmato

      Tal Dei Tali per gli amici untiziochepassavadiquipercaso

      • unapubblicitaria ha detto:

        Per la questione dell’anonimato: è vero, hai ragione.
        Comunque una pubblicità dovrebbe farti acquisire nuovi clienti, non allontanarli. Inoltre, una pubblicità ha anche delle responsabilità sociali, dal momento che viene “imposta” alle persone .

  8. untiziochepassavadiquipercaso ha detto:

    Beh e chi ti dice che non farà acquisire nuovi clienti? Ti ricordo che il tutto è molto soggettivo.

    Eh… quindi, stiamo parlando della non bontà della pubblicità o del fastidio che ti da che sia gestita dall’imprenditore stesso? Nell’articolo la tua critica è questa

    “perché non dovrei arrabbiarmi quando un imprenditore vuole fare il pubblicitario?”

    Il tuo fastidio è scaturito tutto da qui più che dalla pubblicità in se’….
    Per non parlare del fatto che milioni di pubblicità ci vengono imposte alle persone continuamente….partiamo dalla cassetta della posta a youtube etcetc???

    Lasciando stare tante altre cose che non condivido riprendo il mio discorso.

    Ciao! Sono Tal Dei Tali e difendo le mie idee fermo delle mie convinzioni orgoglioso del mio nome!

    “l’essere creativo implichi non avere mai certezze sul risultato che si spera di ottenere e di come la creatività esiga un coraggio totale, anche per sostenere delle scelte che siano in contrasto con quanto propone il marketing”

    Così dice il mio compagno di stanza Toscani, sono poche le persone che mettono nome e personalità ;).

    Firmato

    untiziochepassavadiquipercaso

  9. unapubblicitaria ha detto:

    E sulla citazione di Toscani, muoro.

    • untiziochepassavadiquipercaso ha detto:

      Oh Dio! Ora chi risponderà ai miei interrogativi? Chi scioglierà tutti questi nodi? Chi alimenterà altri fuochi di paglia?

      Lasciando perdere altre cavolate, che potremmo stare qui a lanciarci veleno per ore. Non hai risposto a nessun quesito. Mi piace il pensiero della gente soprattutto quando si tratta di critiche….almeno per capire se farne tesoro o cestinarle, o anche per semplice curiosità.

      Firmato

      untiziochepassavadiquipercaso

      • unapubblicitaria ha detto:

        Le domande:

        “Chi ti dice che non farà acquisire nuovi clienti?”: nessuno. Infatti mi riferivo alle persone che si sono lamentate e che difficilmente diventeranno clienti del centro (ma certo, tutto è soggettivo blablabla).

        “Quindi, stiamo parlando della non bontà della pubblicità o del fastidio che ti da che sia gestita dall’imprenditore stesso?”: il post parla soprattutto di persone che si sono cimentate in un mestiere non di loro competenza, e si vede. Le telefonate che sono state fatte, mi par di capire, si lamentano dell’immagine scelta. Sono due aspetti della stessa pubblicità.

        “Partiamo dalla cassetta della posta a youtube etcetc?”: certo. Anche quella è pubblicità. Qual è esattamente la tua domanda?

        “Oh Dio! Ora chi risponderà ai miei interrogativi? Chi scioglierà tutti questi nodi? Chi alimenterà altri fuochi di paglia?”: Oliviero Toscani 😉

  10. untiziochepassavadiquipercaso ha detto:

    “Chi ti dice che non farà acquisire nuovi clienti?”: nessuno. Infatti mi riferivo alle persone che si sono lamentate e che difficilmente diventeranno clienti del centro (ma certo, tutto è soggettivo blablabla).

    Ma probabilmente non sarebbero mai diventati clienti…. ma è parlar d’aria fritta perché
    ogni lavoro per quanto buono avrà le sue belle critiche…

    “Quindi, stiamo parlando della non bontà della pubblicità o del fastidio che ti da che sia gestita dall’imprenditore stesso?”: il post parla soprattutto di persone che si sono cimentate in un mestiere non di loro competenza, e si vede. Le telefonate che sono state fatte, mi par di capire, si lamentano dell’immagine scelta. Sono due aspetti della stessa pubblicità.

    Eh a te… cosa importa? Cioè hai intenzione di parlar male di tutte le persone che
    fanno, SECONDO TE, un cattivo lavoro?

    “Partiamo dalla cassetta della posta a youtube etcetc?”: certo. Anche quella è pubblicità. Qual è esattamente la tua domanda?

    …..manco dovrei risponderti. La tua affermazione riguardava la violenza subita nel
    dover sorbire tali pubblicità. Ripropongo la mia domanda in modo più chiaro e meno
    artificioso…… : “ma non ci vengono propinate ogni giorno pubblicità d’ogni tipo contro il
    nostro volere? Quindi perchè tanto scandalo?”

    All’ultima ti rispondo quando avrò il ciclo… 😉

    • unapubblicitaria ha detto:

      Aaah, ok, ho capito la domanda su Youtube&co.
      Allora: la pubblicità ha una resposnabilità sociale, in quanto viene “imposta” alla gente. Ecco perché esiste un codice deontologico che prevede dei limiti (ti prego, non ribattere che tanto non sono rispettati, è tardi, abbi pietà di me ;)).
      Quindi se più persone trovano un’immagine offensiva, quella pubblicità dovrebbe essere rimossa (lo dice il codice, non io, che tanto abito lontano). Queste regole valgono anche per spot televisivi, radiofonici, comunicazione off e online.
      E ora: buonanotte. 🙂

      • untiziochepassavadiquipercaso ha detto:

        Credo debba essere un buon numero di persone, non una decina…. comunque continuo ad aver impressione si stia parlando di aria fritta.

        ‘notte!

  11. Giordana Pecis ha detto:

    Dovrei farvi sentire le minacce telefoniche che hanno ricevuto….da star male…le ho sentite oggi…quelle sì che sono da denuncia….veramente credo che non sia il caso di alimentare queste discussioni che possono portare gente che nn sta bene (perché quella gente non sta bene) a commettere qualcosa di brutto….

    • Gianfranco ha detto:

      Ciao Giordana, grazie per la premura all’uopo ti informo che era stata già inoltrata denuncia dal nostro Ufficio Legale alla Procura della Repubblica di Roma al quale abbiamo consegnato le registrazioni di cui parli con richiesta di rilevazione dai tabulati telefonici delle utenze segnalate. Pertanto fiduciosi come sempre nel lavoro svolto dalla Magistratura restiamo in attesa. Mentre in ordine alle ingiurie (art. 594 cp.) giunte su fb sono state inoltrate alla Polizia Postale di viale Trastevere a Roma, valuterà la magistratura competente se si configura o meno in quel caso specifico il ben più grave reato di diffamazione a mezzo stampa poichè in molte sentenze passate in giudicato il web viene considerato come tale.
      Un caro saluto.
      Gianfranco

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