Archivio mensile:novembre 2013

Breviario per insultare il copywriter

Recenti fatti svoltisi nella mia vita mi hanno portato a scrivere questo post. Perché litigare con un copywriter non è come litigare con una persona qualsiasi: per il primo si tratta di un esercizio di stile e senza i dovuti accorgimenti si rischia di soccombere. Ecco quindi una piccola guida d’uopo per l’uomo comune.

1)      Allenati a rispondere prontamente e in maniera creativa. Il copywriter è una persona che per lavoro, ogni giorno, deve usare le parole in maniera originale e spiazzante. Tu non puoi essere da meno. E questo ci porta direttamente al punto numero

2)     Non usare le parolacce. Troppo cheap, troppo facili e soprattutto banali. Siamo talmente abituati che ormai ci scivolano addosso come niente fosse, tanto che non si fa più differenza tra una “troia” e una “stronza”. Sono state talmente usate e abusate, da essere state svuotate di ogni senso. Ahimé.

3)      Insulta ad personam. Ecco cosa non si dimentica. Quella stilettata proprio lì, sul tuo punto debole. Ma non perdere mai di vista il punto focale della tua comunicazione: non stai giudicando una persona. Non criticarne la vita, non sei nella posizione di farlo. Stai litigando per un motivo preciso, non per la semplice voglia di: definisci margini e limiti delle tue accuse e coltiva bene quell’orticello.

4)      Non insultare. “Ma come – mi dirai – tutta questa pappardella e poi mi neghi il piacere?”. No, dico solo che perculare è ancora più appagante.

 Infine, la più importante di tutte:

5)      Fai attenzione alla grammatica. Ricordati che dietro ogni copywriter c’è un piccolo grammar nazi pronto a uscire non appena gli si presenterà l’occasione. Attenzione soprattutto a (in ordine d’importanza e di frequenza degli errori)

  • consecutio temporum
  • declinazione di genere e numero
  • “qual è” e la differenza tra apostrofo e accento (se l’offesa è scritta, tipo lasciata su un biglietto rivolto alla gentile attenzione del tuo coinquilino)
  • ripetizioni – sì, anche le ripetizioni sono errori per un grammar nazi.

 

Spero che questa guida possa essere utile. Prima di andarmene vorrei ricordare che ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale.

Sì sì.