Archivio mensile:agosto 2014

La strategia paga?

Gardaland1

Una volta, durante un corso, mi raccontarono questa storia:

c’è un’azienda che produce dentifrici che vuole incrementare il fatturato. Ma il mercato è un po’ stagnante, la concorrenza è elevatissima e le classiche promozioni del tipo “prendi 3, paghi 2” si sono rivelate poco efficaci nel lungo termine.

Eppure, alla fine, l’azienda riesce a incrementare il suo fatturato. Come? Con una piccola, quasi invisibile, ma geniale idea: allargare di un solo millimetro il buco del tubetto da cui esce il dentifricio. Il nostro polso ha una memoria che fa sì che esercitiamo sempre la stessa pressione sul tubetto, quindi schiacchiandolo, con questa modifica, fuoriesce più prodotto. Che quindi finisce prima e va riacquistato più frequentemente.

Questo è un esempio di come, in mancanza di nuovi clienti, si deve cambiare il punto di vista se si vuole aumentare il guadagno.

Ne volete un altro? L’ho visto coi miei stessi occhi, a Gardaland.

Il parco giochi più famoso d’Italia, che stava risentendo come tutti della crisi (non lo dico tanto per dire, eh), cosa ha deciso di fare?

Se Maometto non va alla montagna, la montagna spremerà di più i suoi visitatori attuali.

Trasformare una delle criticità di Gardaland, la coda, in una nuova fonte di reddito.

Così, mentre in alcune attrazioni compaiono cartelli che accusano e proibiscono la modalità tipicamente italiana del saltare la coda (pena l’allontanamento dal parco), allo stesso tempo, davanti alle stesse attrazioni, esiste la possibilità di saltare effettivamente la coda pagando un extra di 4€ a persona. Tutto questo viene confezionato nel pacchetto “Gardaland Express” – perché la parola “saltacoda” è proibita, la modalità no.

Naturalmente, il fatto che gruppi abbastanza cospicui possano mettersi in prima fila contribuisce ad allungare la coda effettivamente esistente, così i minuti di attesa preannunciati prima di ogni attrazione nel pomeriggio superano abbondantemente i 30 minuti e questo messaggio fa sì che la gente sia più propensa a spendere quei famosi 4€ (come ho sentito dire da un visitatore “il mio tempo vale molto di più di quei soldi!”). E se più persone saltano la fila, questa si allunga, i minuti di attesa aumentano e via così, in un circolo vizioso che diventa virtuoso per le casse.

Ora confesso che io non sarei mai arrivata a questo pensiero se non fossi andata ai Corsari. Chi conosce un poco Gardaland, sa che i Corsari sono un’attrazione poco attraente per i giovani e più adatta per le famiglie, perché sostanzialmente si tratta di un giro in una scenografia. Primissimi anni a parte, quando era “la novità da vedere”, non ha mai richiamato un gran pubblico, anche perché non ci sono emozioni in gioco ed è un po’ sempre la stessa storia.

Sicura di non trovare code, per favorire la digestione post (scadente) pranzo, sono arrivata in pochi minuti davanti all’ingresso principale dove… Sono stata fermata. Per diversi minuti. In attesa che arrivasse qualcuno dei paganti saltacoda. Che non arrivavano perché, guarda un po’, non c’era coda. Ma l’attesa ingiustificata ha contribuito a creare la fila. Sono arrivati i primi saltafila. E poi, dopo altri minuti di attesa, sono potuta entrare.

Da persona che lavora nel marketing, ho capito.

Da persona che comunque ha già abbondantemente pagato per entrare a Gardaland no.

Da persona che odia il metodo italiano del “questa cosa è illegale, ma se paghi diventa magicamente legale e guardi con fare sprezzante i poveracci che non possono” ancora meno.

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Cosa significa nascere femmina

Succede che nasci.

E nasci femmina. Curiosamente, anche la persona che ti ha generato è femmina. Per molti, questo è e sarà tutto e quindi femmina = madre.

Mi piacerebbe dirti di non preoccuparti, che si tratterà di una esigua minoranza, ma la verità è che il loro pensiero non ti lascerà mai in pace: quando sarai piccola (meno di adesso, ma comunque ancora piccola), mentre chiederanno ai tuoi amichetti “Cosa vuoi fare da grande?”, si rivolgeranno a te per domandarti: “A che età vuoi sposarti?”. Giusto perché tu lo sappia, non ti stanno trattando da principessa, ma da cogliona.

Crescendo, scoprirai che tutti daranno per scontato che tu vada meglio a scuola dei tuoi compagni maschi (che “giustamente” hanno altro per la testa), ma nessuno si aspetterà che tu vada meglio di loro una volta che entrerai nel mondo del lavoro. O in faccende fuori dall’ambito di casa.

In ogni caso puoi stare tranquilla: anche se avrai dei maschi contro di te, potrai sempre contare sulla tipica solidarietà femminile… Vedi qui.

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