Archivi categoria: Fratelli d’Italia

Intanto, da qualche parte, in Italia…

C’è un’isola felice.

Dove ho la fortuna di lavorare.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , ,

Meno Belen, più Samantha.

No, non mi riferisco a lei.

Samantha-jones

Anche se il suo personaggio è infinitamente meglio di una Rodriguez qualunque.
E non fraintendetemi: non ce l’ho neanche davvero con lei

belen-rodriguez-image-7359-article-ajust_930

dato che sì, è parte del problema, ma ne è anche vittima. Inoltre, non è certamente né la prima né l’ultima, è solo quella del momento.

Sto facendo un po’ di casino, vero? Ora mi spiego: la Samantha di cui parlo, e di cui stanno parlando un po’ tutti i giornali, è lei.

Schermata 2014-11-22 alle 14.27.20

37 anni, prima tra 8.500 candidati europei, prima astronauta italiana, dopo circa 200 esperimenti si accinge a volare nello spazio per 6 mesi.

Questi i suoi numeri, altro che 90-60-90 ottenuti con la gentile collaborazione del chirurgo di turno.

Sarebbe bello che le ragazze aspirassero a diventare come lei, più che una velina strusciante di Striscia la Notizia. Ma come possono le ragazze puntare a tanto, se i riflettori sono puntati su un altro modello, e cioè quello della modella?

Martedì alla Camera dei Deputati è stata presentata una ricerca su “Come la pubblicità racconta le donne e gli uomini, in Italia” (grazie a Giovanna Cosenza per averla resa disponibile online).
So già che qualcuno di voi penserà che non è necessario darle un’occhiata, poiché i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ogni giorno. Ma qui è interessante proprio la metodologia applicata, il preciso uso dei numeri, i costi (e cioè, quanto le aziende investono per svilire la figura della donna, in un mercato in cui le donne sono ancora le prime clienti) e la classificazione delle tipologie più frequenti (soprattutto quelle su cui non mi ero mai troppo soffermata a riflettere, come le “grechine” e le “ragazze interrotte”, o la sottile differenza tra “disponibili” e “preorgasmiche”).

Ora, a questo punto qualcuno di voi potrebbe anche controbattere: “Bene, sei una pubblicitaria. Dipende da te. Fai tu qualcosa per cambiare la situazione.”. Ed è vero e giusto. Quello che però spesso non si sa, perché non te lo racconta nessuno prima che entri nello sfavillante mondo dell’adv, è che le tue scelte verranno vagliate, approvate e corrette da molte figure, dai capi marketing fino al cugino della sorella della segretaria della sede aziendale. Quindi, in poche parole, dipende ancora dalla società – non nel senso economico del termine, ma in quello antropologico. Società che però cresce con i modelli che vendiamo.

Un circolo virtuoso, insomma. Ma chi lo dice che poco alla volta, Samantha dopo Samantha, non si riesca a far volare questo circolo nell’orbita?

Contrassegnato da tag , ,

Posto fisso sarà il tuo

Ho un’amica che fa la ricercatrice in Germania.

Dice che a marzo le scade il contratto, e che il suo capo vorrebbe continuare a lavorare con lei

ma non ci sono i soldi così, oltre a quella scientifica, dovrà fare anche ricerca dei fondi per finanziarsi.

Dice che la questione economica è trasversale a tutte le università, gli istituti e gli ambiti di studio

ma fa parte del mestiere

doversi conquistare la fiducia di chi mette mano al portafogli e dimostrare il valore del proprio lavoro.

E che comunque anche là quello del ricercatore non è un “posto fisso”.

Tutto questo lo dice serenamente, perché sa che non sarà un contratto a tempo indeterminato a determinare la riuscita o meno dei suoi sforzi.

Sa che l’eventuale fine della sua attuale collaborazione non sarà la fine della sua carriera

e se non dovesse saperlo lei, ne sono sicura io,

perché quello che la mia amica ha imparato è che l’unica cosa di cui un giovane dovrebbe avere paura è il momento in cui si inizia a dare per scontato il proprio posto e preferire sedercisi sopra, anziché muoverlo in nuove direzioni.

Contrassegnato da tag , , ,

Da Pennac alle penne (alle pene)

1239642_357634267702662_927851364_n

Amo Pennac.

E ancor di più il suo incredibile personaggio: il signor Malaussène. Io ci proverei anche, ma proprio non riuscirei a descrivervelo bene in poche righe come fa il suo autore. Però posso dirvi che di lavoro fa il capro espiatorio.

Naturalmente è fantascienza letteraria. Nessuno fa il “capro espiatorio” di mestiere. Nella realtà lo chiamiamo “community manager” (o “social media manager” o “nonhocapitocosafaimasochestaituttoilgiornosuFacebook manager”).

E l’esempio mi è stato servito oggi, su un piatto d’argento.

sole24ore

corriere

oggi

Naturalmente il presidente di una delle più grandi aziende italiane non ha tempo – nè, francamente, le capacità – di occuparsi dei social network del suo gruppo.

E naturalmente oggi non è stato lui quello che si è scervellato per

  • impedire che l’hashtag #boicottabarilla finisse nei Trending Topic di Twitter

Questi simpatici compiti sono spettati a lui, il community manager. Che tra l’altro potrebbe pure essere gay, eh.

E se a mio parere l’episodio di oggi non intaccherà minimamente i profitti dell’azienda, sono altrettanto certa che quello che è successo ha minato seriamente la psiche del nostro povero capro espiatorio.

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Se questa è una donna

dca22725fb9fd4fdc0165105945fbb2e

Immagine2

Immagine5

Immagine4

Grazie al suo discorso, la Boldrini è entrata ieri nei Trending Topic, gli argomenti più discussi su Twitter.

Ma che dico “discorso”: il Giornale ha estrapolato una frase, l’ha rigirata come linea editoriale impone e il risultato è stato che “Ora la Boldrini vuol sfasciare la famiglia: basta spot con le mamme che servono a tavola”.

Il risultato è stato una lunga serie di tweet, per la maggior parte contro la Presidentessa della Camera, che più o meno possiamo catalogare in 4 gruppi:

1° GRUPPO altrimenti detto “MA CHE, CE L’HA CON ME?!”
Sono donne, perlopiù casalinghe e naturalmente portano loro il pasto in tavola. Guai a toccargli questo punto d’onore: diventano la versione 2.0 di “La signora ammazzatutti”. La loro è una scelta consapevole, mica un obbligo, guai a mettere in forse questa certezza – perché allora dovrebbero iniziare a farsi delle domande.

2° GRUPPO altrimenti detto “L’EMANCIPAZIONE FEMMINILE SIGNIFICA ANCHE POTER SCEGLIERE DI FARE LA CASALINGA”
Spesso si tratta di una branca del gruppo 1. Nel ’68 si cercava disperatamente una risposta standard da dare a chi chiedeva più diritti alle donne in campo lavorativo e la geniale mossa di PR è stata quella di ribaltare l’attacco: le donne in carriera in realtà ce l’hanno con le casalinghe! Complimenti per il capo marketing d’allora, un po’ meno a chi 40 anni dopo copia-incolla ancora la frase succitata ogni qual volta si nomini la parola “emancipazione”.

3° GRUPPO altrimenti detto “CI SONO PROBLEMI PIÙ GRAVI”
Quelli che se fossero in Parlamento partirebbero direttamente dalla pace nel mondo, un po’ come Miss Italia, e passerebbero intere giornate dediti solo ed esclusivamente a questa causa. Probabilmente con gli stessi risultati attuali.

Ah, poi ci sono loro.

Immagine

Immagine

Quelli del 4° gruppo, che dimostrano che la Boldrini ha effettivamente ragione.

Ma proprio tanta.

Contrassegnato da tag , , , , ,

In sintesi

  • Non mi faccio più viva da un mese, ma non sono morta.
  • Milano è un cantiere in vista dell’Expo 2015, ma se cerchi, riesci a vedere la sua bellezza anche in una giornata grigia e piovosa.milanoFigurati poi quando c’è il bel tempo.parcoportello
  • Sono stata a uno di quei corsi obbligatori per chi ha un contratto d’apprendistato. 40 ore che nemmeno gli insegnanti sapevano come riempire, 12 persone che – lavorativamente parlando – avevano davvero poco in comune e un’unica informazione utile: è economicamente provato che torneremo alla lira.
  • Oggi sul Corriere ho letto un articolo di Diego Tardani in cui si sostiene che se la pubblicità usa il corpo della donna non è per abusarne. Eh no, in realtà è per esaltarne il potere sull’uomo.
    Io rispetto Diego Tardani, perché credo ci voglia fegato per scrivere una cazzata simile su un quotidiano nazionale, e perdipiù affidarla all’imperitura memoria del Web, ma a volte penso sia meglio l’anonimato del ruolo di avvocato del diavolo.
    Comunque sentiamo cosa ne pensano le persone. Domani sarò alla Palazzina Liberty per il live-tweet dell’incontro “Austerità creativa contro inquinamento cognitivo”. L’hashtag ufficiale è #meetADCI e la domanda sul tavolo sarà: “Gli italiani si rendono conto di quale perniciosa forma di inquinamento cognitivo sia spesso la pubblicità?“.
    Vedremo.
Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Sanremo visto da un altro schermo – Puntata #2 e #3

Giuro che stavolta la pigrizia non c’entra.

Se ho raggruppato due puntate in un unico post e le segnalazioni sono calate, non è colpa mia, ma un calo fisiologico del “popolo dei social network” (o del ritmo del programma?).

1

2

3

4

5

8

10

12

13

16

17

18

19

20

Contrassegnato da tag , , , ,

Sanremo visto da un altro schermo – Puntata #1

579678_608335195859826_777994420_n

Tutti parlano di Sanremo. Ma non è detto che tutti quelli che ne parlino l’abbiano visto. L’anno scorso ho fatto un piccolo esperimento: ho spento la tv e mi sono messa davanti alla mia pagina di Twitter. Risultato: mi sono divertita molto più degli spettatori (a giudicare dal contenuto dei tweet) senza perdermi nemmeno uno dei punti salienti del programma.

Qualcuno potrà obiettare che però,  così, non mi sono fatta una mia idea dello spettacolo, ma sai che c’è?
C’è che non penso che devo avere per forza un’opinione su ogni cosa, soprattutto se l’argomento in questione è effimero.

Così, se ti sei perso la prima puntata di Sanremo, non disperare: eccoti un riassunto perfetto che non ti farà sentire escluso dai discorsi di colleghi/amici/parenti e che ti darà brillanti osservazioni da poter spacciare come opera tua.

2

3

6

9

10

11

12

13

14

15

16

17

19

21

23

24

25

26

2729

28

30

31

fine

Contrassegnato da tag , , ,

Milano d’inverno

Voci dicono che i milanesi siano persone quadrate, frettolose, senza immaginazione né voglia di scherzare.

E invece a loro basta qualche centimetro di neve e un leggero dislivello per sfoderare dagli armadi slittini e bob, e fingersi a Sankt Moritz.

102_2696

Altre voci dicono che siano freddi e difficilmente rivolgano la parola a un estraneo.

Ma io sono testimone di una mini-battaglia di neve nata per caso e indetta tacitamente, tra persone che fino a un minuto prima non si conoscevano.

102_2664

Un’altra diceria vuole i milanesi pragmatici, poco propensi al gioco.

Allora come si spiega l’invasione di pupazzi di neve dei giorni scorsi?

102_2698

102_2699

102_2656

Naturalmente la sottoscritta, anche se milanese-milanese proprio non è, non poteva astenersi dal dare il suo contributo alla crescita demografica (dei pupazzi di neve).

Vi presento quindi lui.

102_2665

Non l’umano, ma l’altro. Il

102_2679

Perfettamente allineato con lo spirito del tempo, il Pupazzo Più Piccolo Del Mondo (per gli amici PPPDM) è umile, pratico (volendo, take-away), ecologico (100% biodegradabile) e flessibile. All’occorrenza, infatti, diventa un uccellino.

102_2670

Sebbene sia piccolissimo, è molto resistente. Tanto da essere uscito quasi indenne dall’attacco di questo bestione armato.

102_2678

Ma, ahimè, cosa volete che gliene importi, a quei freddi, superficiali e snob dei milanesi, di PPPDM?

102_2685

Contrassegnato da tag