Archivi categoria: Pazza idea

E se – ovvero: Stephen King applicato al caso Mercedes

Premessa: se non sai cos’è il caso Mercedes, ti conviene cliccare qui.

Caro capomarketingdirettoregeneralepresidenteplanetario di Mercedes,

ci ho pensato su. E ho deciso che era un po’ troppo facile dirti “hai sbagliato” e fine, stop, chiusa la conversazione. Che comunicatrice sarei? Tra l’altro, francamente, ti vedo un po’ in difficoltà e quindi vorrei provare a mettermi nei tuoi panni e trovare una soluzione.

Per farlo, opterò per il metodo che anche Stephen King usa per scrivere – detto tra noi, quello che stai vivendo è un po’ un horror. Di ambito lavorativo, per carità, ma pur sempre un horror.

La tecnica è quella dell’ “e se…”

Partiamo dall’inizio: hai una buona fetta di pubblicitari contro. L’iniziativa non è stata recepita bene e anzi la Mercedes è stata accusata di aver spettacolarizzato una piaga del settore: le gare non retribuite.

E se, semplicemente, ammettessi che hai sbagliato? Lo so, lo so, è un autogol, non si fa, ma aspetta e continua a leggere.

E se ammettessi che l’errore ti ha insegnato qualcosa e ti trasformassi in paladino dei pubblicitari? Per tua fortuna le gare gratuite non sono l’unico problema del magico mondo della pubblicità. Hai una vasta gamma di calamità tra cui scegliere – parti da una di quelle e fanne il tuo mezzo di espiazione.

E se un indizio fosse già contenuto nel video che avevi confezionato per il Digital Business Game? Perché come look and feel, come copy, come concetto, come tutto, non lo vedo tanto indirizzato a professionisti esperti, quanto più ad aspiranti pubblicitari.

E sai, ci sono centinaia di ragazzi che ogni anno costringono i genitori a pagare profumatamente le scuole private “del design, della comunicazione, delle belle arti”, per poi ritrovarsi a elemosinare uno stage alla fine del percorso di studi.

E se tu provassi a metterli in gara e diventassi tu, Mercedes, ambassador dei più talentuosi di loro?

E se quindi “obbligassi” la tua agenzia pubblicitaria (che nel frattempo avrai scelto tramite una gara trasparente e con regole precise) ad assumere i vincitori, che dovranno occuparsi in primis del tuo brand?

E se, come garanzia all’agenzia, tu pagassi il 50% del loro stipendio?

C’è ancora qualcosa da perfezionare in questo pensiero che ho scritto di getto in un quarto d’ora.

Ma è pur sempre un inizio.

Contrassegnato da tag , , , ,

Creatività sparsa

529006_10151182606536557_1844766453_n

lance_armstrong_manly_library_18fp77r-18fp788

537149_10151187205936557_1355043667_n

imageswill-love-for-food-2

(In tutta questa creatività, non ci crederai mai ma c’è anche spazio per una pubblicità. Solo apparentemente banale.)

enhanced-buzz-13916-1359117500-0

Contrassegnato da tag , ,

A grande richiesta

Allora, partiamo dal presupposto che l’espressione “a grande richiesta” è sempre stata un’incognita per me.
Pronunciata soprattutto da politici e presentatori della TV, viene usata in maniera così generica che non ho ancora capito CHI, QUANTI e COME abbiano fatto, ‘sta richiesta.

Stavolta la grande richiesta, lo dico chiaro e tondo, è mia. Sarò pure solo una persona su 6.973.738.433 (fonte), ma la mia mica  è una richiesta piccola, mica la sto bisbigliando, no no, la scrivo qui, pubblicamente, e se insistete la SCRIVO PURE A LETTERE MAIUSCOLE. E IN GROSSETTO.

Voglio ripetere un esperimento che avevo inaugurato al tempo dell’altro blog, quello vecchio, quello che ora non c’è più.

L’esperimento si chiama “Questa sera si tweetta a soggetto” ed è molto semplice.

Domani, martedì 4 dicembre, tra le 21.30 e le 23, scrivetemi su Twitter (https://twitter.com/flaviabrevi) o usate l’hashtag #tweetasoggetto indicandomi una parola. Con quella parola creerò una storia di 140 caratteri – magari qualcuno di meno, ma sicuramente non uno di più.

Se invece non avete nessuna intenzione di collaborare a questo mio progetto, sappiate che degli uccelli lettoni che twittano a caso mentre consumano il loro pasto posto su una tastiera hanno più follower di voi, tié.

hungry birds

Contrassegnato da tag , , , ,

Post pre-vacanze

È inutile.

Ci hai sperato fino all’ultimo, magari complice la crisi, di non ritrovarti l’unica rimasta in città.

E invece.

Sul solito autobus siete giusto tu e quel tizio a destra.

Persino il giornale, con una nota di gossip, t’invita a partire.

Prima di fare il biglietto però non scordarti il tuo più fidato compagno di viaggio.

Il libro.

Pare che quest’anno nessuna donna potrà sottrarsi al fenomeno “50 sfumature di grigio”…

… e “50 sfumature di nero”…

… e “50 sfumature di rosso”.

Infine, se hai ancora un po’ di spazio nel tuo bagaglio, aggiungici questo:

Tempo di aggiornamento del blog previsto: qualcosa in più di 15 giorni.

Vado in vacanza, se non s’era capito.

Contrassegnato da tag , ,

Voce del verbo “incassare”

Pagina Facebook di easyJet – domenica 22 giugno

Pagina Facebook di easyJet – martedì 26 giugno

Nel mezzo: 120′ di tensione, 9 calci di rigore, diversi bicchieri di vino e un sospiro di sollievo finale.

Almeno, per me.

DISCLAIMER: easyJet è tra i clienti dell’agenzia per cui lavoro, ma questo post non è una marchetta. Le campagne che vedete non le abbiamo realizzate noi, quindi tecnicamente sto facendo un favore a una “concorrente”, e cioè l’agenzia straniera che le ha realizzate. Non ci provate nemmeno a protestare, ché ho messo già le mani avanti, ok?

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Ceci n’est pas un foodblog

Giustamente, se vuoi rendere omaggio a uno dei creativi più geniali e quindi malati, devi uscirtene con un’idea altrettanto geniale e malata.

Contrassegnato da tag ,

Oltre le gambe c’è di più

Poco fa ho avuto un’allucinazione.

Mi è parso di vedere una fila di culi sullo schermo della mia tv. E a ogni culo era associato un nome femminile.

Ma appunto, sono certa che si sia trattato di un miraggio.

Così questo non sarà un post indignato sull’uso del corpo della donna nella pubblicità (ce ne sono già tanti in giro e scritti più che bene), ma un post per ricordare a tutti gli uomini che non esistono solo le gnocche-e-basta o quelle bruttine-ma-simpatiche.

Già che ci siamo, vi ricordo anche che abbiamo funzioni corporee del tutto simili alle vostre (sì, questa dura legge vale anche per la playmate di pagina 45) perché siamo prima di tutto esseri umani. E spesso la cellulite non è il nostro problema maggiore.

Ah sì: alcune di noi sono dotate anche di una buona dose di autoironia.

Cercate solo di non approfittarvene troppo.

Contrassegnato da tag , , ,

Attenzione: bloggare nuoce gravemente alla salute (mentale).

Quando apri un blog non sai ancora quello a cui vai incontro.
Pensi di poter smettere quando vuoi. E invece.

È un continuo rimuginare sugli episodi della tua giornata, cosa che la gente normale fa normalmente, senonfosseche il blogger pensa sotto forma di post.

Per esempio, prima ero in metropolitana e già mi stavo costruendo mentalmente come avrei dovuto raccontare della video mapping sulla facciata del Duomo.

Naturalmente avrei dovuto cercare il video su YouTube ed embeddarlo.*

Poi probabilmente avrei aggiunto che ho visto di meglio, in giro per il Web.

O forse no. In fondo, non è una critica polemica e un po’ scontata?

In ogni caso, avrei cercato di recuperare sul finale, con un’osservazione pseudo-brillante, e cioè che va bene il tappezzamento della città con i manifesti che preannunciavano l’evento, ma io avrei pensato anche a un hashtag dedicato per fare un po’ di buzz su Twitter. Che so, #Duomo4D

Soddisfatta della conclusione, avevo programmato tutto. Tranne un piccolo particolare.
Come comincio il post – e, di conseguenza, come lo intitolo?
E insomma, inizio a sperare che mi venga un’idea non appena avrò acceso il computer.

*se anche tu dici “embeddare” anziché “caricare”, come farebbe ogni cristiano, potresti essere affetto da blogging mentale compulsivo.

Contrassegnato da tag , ,

I pubblicitari amano l’iperbole

Ma questa non è un’esagerazione.

Dico davvero.*

*Un giorno, quando non dovrò più preoccuparmi delle ritorsioni dei clienti, avrò molto da scrivere su questo blog.

Contrassegnato da tag , ,