Archivi tag: Spot

Intanto, da qualche parte, in Italia…

C’è un’isola felice.

Dove ho la fortuna di lavorare.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , ,

Non tutto è perduto. Purtroppo.

Non credo ai miracoli, ai premi pubblicitari e, confesso, nemmeno alla pubblicità.

Però nel weekend appena passato qualcosa ha scalfito la corazza di cinismo che fieramente mi sono costruita negli anni. Questa cosa è l’inizio di una domanda, l’incipit di un’ipotesi, l’apertura a una possibilità. In poche parole, “IF – Italians Festival“.

Nella mia mente si configurava come una corazzata Potëmkin del mondo dell’advertising – impressione che ho felicemente espresso al mio capo, tra l’altro uno degli organizzatori dell’evento [momento di riflessione per ricordare che se fossi capitata in un’altra agenzia sarei disoccupata da un pezzo. Ok, proseguiamo].

Invece in due giorni e mezzo ho scoperto idee bellissime, raccontate da persone professionali e appassionate, che mi hanno trasmesso un sacco di voglia di fare, inventare, scrivere.

Questo chiaramente non va affatto bene per il mio celeberrimo pessimismo cosmico, né per la linea editoriale di questo blog. Perciò seguirò la via della negatività e della negazione, elencando tutto quello che non ho trovato in questo festival.

– Non ho assistito a discorsi solo sulla pubblicità.

20141003_101130

– Non ho annusato spocchia, soprattutto tra chi stava sul palco. Nessuno ha mai menzionato quanti leoni di Cannes aveva vinto in carriera, semmai quante uscite stampa aveva conquistato un progetto a zero budget di PR.

20141002_210944

– Non ho sentito espressioni come “impattante”, “abbiamo fatto un video virale” e altri idiomi blablatesi.

20141003_154500 (1)

– Non ho sborsato neanche un euro per il mio Pass PRO, dato che la mia agenzia ha pagato per me.

20141006_225720

– Non tutto è perduto, da quel che ho capito. E quindi non ci sono più scuse: tocca rimboccarsi le maniche e spremersi.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Come mi vede la pubblicità del caffè

Qui sono una che pensa solo ad accalappiare l’uomo e ad avere il brillocco per Natale.

Qui invece tiro fuori un po’ di carattere e di competitività. Nel lavoro? Macché: la mia vera ambizione è liberarmi dell’ombra della temibile ex.

Comunque quando voglio so anche prendermi gioco degli uomini. E approfittare dell’ocaggine delle altre.

Sono una ragazza quasi trentenne, una pubblicitaria e anche una grande consumatrice di caffè.
Eppure, ce ne fosse uno che sappia gratificarmi per questo.

Contrassegnato da tag , , ,

Master chef

734502_10151218029606471_1899794087_n

Una delle newsletter più simpatiche che riceve la mia mail: quella di Just Eat.

Immagine

E ora scusatemi, devo andare. M’è venuta un po’ di fame.

Contrassegnato da tag , , ,

Il momento che aspettiamo da settembre

Il 25 dicembre è il giorno più lungo dell’anno, nel calendario del pubblicitario.

Inizi a lavorarci da settembre e non smetti fino a dicembre. E 8 mesi dopo, si ricomincia da capo.

Eppure, nonostante questa storia del Natale duri da migliaia di anni, c’è sempre qualcuno che trova qualcosa di nuovo da dire o un modo nuovo per dirlo.

Li chiamano creativi.

E non fanno solo pubblicità nel senso stretto del termine.

marketing-Navidad

Sono costruttori d’idee.

Umorismo sottile come un baobab.

Contrassegnato da tag , , , ,

La creatività della crisi (e non viceversa)

Benetton

Blush

Ad print festival

IKEA

Contrassegnato da tag , , , , ,

L’Italia vincente

Stanotte, lo ammetto, sono un po’ orgogliosa di essere italiana.

E non per quegli 11 stramiliardari che a Proznan sono riusciti a superare la prima fase degli Europei (da secondi classificati) e sembra che abbiano compiuto ‘o miracolo.

Ma per quei pubblicitari, probabilmente sottopagati (e se non lo sono ora, un tempo lo sono stati di certo) che si sono portati a casa 2 Leoni d’Oro al Festival della Creatività di Cannes con un’idea bella e buona.

Non ho paura di ammettere anche che all’Orgoglio si è unita l’Invidia.

Contrassegnato da tag , , , , , ,

L’autogol del testimonial

NOTA PER ME STESSA DA LEGGERE ALMENO UNA VOLTA AL MESE:

Flavia,

se stai pensando di usare come testimonial un calciatore… be’, pessima idea.

Per ricordarti i motivi per cui dovresti desistere ti sottoporrò un metodo che si è sempre rivelato efficace sin dai tempi della prima elementare, quando dovevi decidere se Marco ti piaceva davvero o no: la lista dei pro e dei contro.

PRO

  • La pubblicità non passa inosservata.
  • Accontenta tutti quelli che “bene o male, purché se ne parli”.

CONTRO

  • Mettiamo anche che il calciatore in questione abbia portato l’Italia a vincere un Mondiale. Per i successivi due anni rimarrebbe comunque il giocatore di una squadra specifica. Ergo, viene odiato da milioni di persone.
  • Poi c’è un piccolo particolare (che certo rispetto al resto sembra niente – intanto però): la recitazione è pessima.

In conclusione, Contro battono Pro 3 a 2.

Ah sì, naturalmente “Qualsiasi riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale”.

Contrassegnato da tag ,

Auguri

Non credo che questo spot potrà ambire a un premio a Cannes, dove ogni anno si svolge il più importante festival pubblicitario del mondo.

Noi pubblicitari siamo un po’ troppo snob per far vincere un video così commerciale.
Ci attaccheremmo al fatto che è un po’ paraculo, che sarebbe stato meglio se qualche figlio avesse sbagliato il suo esercizio, che i padri sono assenti e le donne principalmente delle casalinghe.

Tuttavia, non ho ancora trovato una madre a cui non sia piaciuto e che non l’abbia trovato toccante.

Soprattutto, P&G è riuscita in un piccolo, grande miracolo: le mamme VERE si sono riconosciute in quelle televisive.
Anche se i loro figli non saranno presenti a Londra 2012.

O a Cannes.

Contrassegnato da tag ,